Il primo protagonista di “Zigo Zago – Alla riscoperta di personaggi illustri tra i luoghi di Gorizia, zigzagando per la città”
Di Elena Banino
Un invito: dimenticate per sempre l’antonomasia che, nel dialogare locale, lega il nome Barzellini al carcere di Gorizia, eretto nella via dedicata a questo geniale concittadino.
Gian Giuseppe Barzellini nacque nel 1730 a Cormons, e visse fino al 1804 a Gorizia, lavorando per la città e per i suoi concittadini.
Nato in una famiglia con mezzi modesti, svolse differenti professioni, tutte accomunate dal calcolo matematico e dal ragionamento scientifico, le grandi passioni che fin da bambino lo caratterizzarono. Fu ragioniere, collaboratore di geometri e borgomastri, revisore di conti - capace di scongiurare la bancarotta del monte di pietà di Gorizia - e ideatore di un nuovo, migliorato, sistema catastale.
Funzionario stimatissimo, il suo lavoro gli valse la proprietà della collina del Rafut ma, una decina di anni dopo, fu colpito dall’interdizione dai pubblici uffici per sospetti di “scorretta gestione di finanze pubbliche” (Gorian, 2018:199). L’incidente dovette certamente risolversi favorevolmente per il nostro, che esercitò altre cariche pubbliche negli anni successivi.
Soprattutto, Barzellini fu un uomo di scienza, appassionato matematico, meteorologo e astronomo.
La condizione economica del funzionario pubblico e l’appartenenza ad una “realtà periferica” (ibidem, 198) come quella della Gorizia del tempo, temperarono l’ingegno del Barzellini, che era pratico anche nell’arte di arrangiarsi.
Non solo autodidatta, ma anche capace di costruire da sé i propri strumenti, si presenta così ad uno degli studiosi “di professione” cui inviava i propri lavori:
“[...] a forza solo di libri, e di quella gagliardissima passione predominante, che sin da fanciullo ebbi per le matematiche, ho fatto qualche profitto nell’algebra, nella geometria, nell’ottica, nella gnomonica, e nell’astronomia: essendo giunto a fare de’ cannocchiali, de’ microscopi, d’ogni sorta d’oriuoli solari, de’ calcoli di eclissi
(ibidem, 2018: 210).
La sua abilità di meteorologo era infatti riconosciuta anche dagli accademici di spicco, come Giuseppe Toaldo, professore illustre della Specola, l’osservatorio astronomico di Padova.
Barzellini fu anche membro di circoli prestigiosi, come l’Accademia degli Arcadi romano-sonziaci di Gorizia, dove era noto col nome di Ipparco Calistenio, e la Società agraria delle unite contee di Gorizia e Gradisca.
Seall’Agraria si occupò soprattutto di studi meteorologici, all’Arcadia fu molto apprezzato per il calcolo delle date delle olimpiadi antiche (sulle quali gli Arcadi basavano il conteggio del tempo). Il suo nome arrivò perfino all’Arcadia di Roma, “sede centrale” degli Arcadi, che volle ricordarne l’ingegno esponendo un suo ritratto nelle sale dell’archivio.
Barzellini era noto tra i suoi contemporanei soprattutto per l’applicazione pratica dei suoi studi matematici, che risolvevano problemi quotidiani - ad esempio il calcolo del cambio valute -. Forse fu proprio perché costretto dal destino alla “vita pratica”, a doversi ritagliare una professione e a non poter diventare uno studioso “puro”, che Barzellini coltivò la capacità di rendere utili ed applicabili i suoi sforzi intellettuali, fosse anche solo allo scopo della meraviglia, o di sfidare un limite posto un pò più in là. I calcoli di Gian Giuseppe Barzellini si tradussero anche nell’evento del volo di palloni aerostatici, che solcarono il cielo sopra Gorizia il 24 ottobre 1786. Così come la costruzione della meridiana del Duomo, tuttora visibile, anche questo «spettacolo riuscito in vero perfetto» (ibidem, 202), rende certo più giustizia alla memoria e all’essenza di questo geniale personaggio goriziano di quanto faccia l’associazione del suo nome alla Casa circondariale di Gorizia.
Bibliografia
Gorian Rudj, I «calcoli barzelliniani. Studi e opere del buchalter Gian Giuseppe
Barzellini tra editoria goriziana, stampa italiana, ricezione europea in Gorizia: studi e ricerche per il 89. convegno della Deputazione di storia patria per il Friuli a cura di Cavazza Silvano e Paolo Iancis, Deputazione di storia patria per il Friuli, 2018
https://shorturl.at/ovDW8;
Di Manzano Francesco, Cenni biografici dei letterati ed artisti friulani dal secolo IV al XIX, Paolo Gambierasi editore, 1885
https://shorturl.at/cmx68;

