Pietro Andrea Mattioli, umanista, medico e scienziato

Il penultimo protagonista di “Zigo Zago – Alla riscoperta di personaggi illustri tra i luoghi di Gorizia, zigzagando per la città”

di Lodovica Gaia Stasi

Dal colle della Castagnevizza ben si vedono i fianchi del Monte Sabotino, dove oltre cinque secoli fa un grande medico e botanico senese si aggirava alla ricerca di piante officinali.
In una calda giornata d’estate, tra il 1452 e il 1455, Pier Andrea Mattioli identificò, fra la ricca flora che cresceva in quei luoghi, l’Achillea, preziosa per le sue grandi virtù terapeutiche e classificata nel trattato di farmacologia “De Materia Medica” risalente al I secolo d.C.
Sempre nelle sue lunghe passeggiate, stavolta sul Carso, identificò la Malva Arborea, altra importante pianta descritta nel medesimo antico trattato (Pietro Andrea Mattioli e le ‘spezie’ nella Venezia Giulia del ‘500 in Museo Petrarchesco Piccolomineo).

Ma bisogna fare un passo indietro. Chi era Pier Andrea Mattioli? Medico, botanico e umanista. Ecco la migliore descrizione di questo illustre studioso, nato a Siena nel 1501 e morto a Trento nel 1578.
In questa sede si tralasceranno i suoi lunghi viaggi e soggiorni per l’Europa per concentrarsi nel racconto del suo periodo goriziano: Mattioli giunse a Gorizia tra il 1541 e il 1542 ove svolse la professione di protomedico degli Stati provinciali della Contea, fino al 1555 (Gallarotti, 10:2002).

Proprio nella nostra città portò a termine la sua grande fatica, traducendo in volgare il “De Materia Medica” del greco Dioscoride di Anazarbo, con il titolo  “Di Pedacio Dioscoride Anazarbeo Libri cinque Della historia, et materia medicinale tradotti in lingua volgare italiana da M. Pietro Andrea Matthiolo Sanese Medico, con amplissimi discorsi, et comenti, et dottissime annotationi, et censure del medesimo interprete” (ricordato anche come i “Discorsi di Pier Andrea Mattioli sull'opera di Dioscoride”).
Il “De Materia Medica” originale era un trattato farmacologico di fondamentale importanza perché raccoglieva il sapere del mondo antico sulle proprietà curative delle piante . Era composto da sei libri: i primi dedicati agli usi medicinali di animali, piante, erbe e dei loro derivati e l’ultimo all’uso medicinale di vini e minerali (Fausti, 165, 167:1992)

Il lettore deve sapere che nel XVI secolo la conoscenza del greco e del latino andava a perdersi tra medici e speziali e Mattioli, con la propria opera di traduzione, permise ai suoi contemporanei di riappropriarsi di preziose conoscenze.
Mattioli però non si limitò alla sola traduzione! Egli ampliò l’opera aggiungendovi i saperi di altri medici dell’antichità, come Galeno e Plinio, e la arricchì con osservazioni e commenti, integrandola con le descrizioni delle proprietà medicinali di centinaia di nuove piante, sconosciute ai tempi di Dioscoride perché importate nei secoli successivi dall’Oriente e dalle Americhe. Per rendere l’idea: il trattato di Dioscoride conteneva la descrizione circa 600 piante mentre l’opera di Mattioli più di 1200 (ivi; I discorsi di M. P.A. Matthioli in: L’Illustrazione Botanica).

Brevemente, cercando di non annoiare chi legge, i “Discorsi” vennero dati alle stampe per la prima volta nel 1544, senza alcuna illustrazione, e per la seconda nel 1548, introducendo, in questa seconda pubblicazione, il “Sesto libro de i rimedi di tutti i veleni”. Il ricchissimo frontespizio dell’edizione originale conservata nella Biblioteca Statale Isontina di Gorizia mette al centro della raffigurazione il bastone di Asclepio, divino e mitico patrono della medicina, attorno al quale si attorciglia il serpente, lo stesso del logo dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Nel corso del tempo vennero stampate almeno 13 edizioni ufficiali, alcune delle quali però senza il controllo e l’approvazione di Mattioli e perciò recavano numerosi errori e inesattezze. 
Nel 1554, Mattioli fece pubblicare in latino i “Commentarii in libros sex Pedacii Dioscoridis Anazarbei De materia medica” (i “Commentari”), dedicandoli a Ferdinando I d’Asburgo. Scopo di questa versione era permettere la diffusione del suo lavoro anche Oltralpe.
Molti intellettuali contemporanei di Mattioli criticarono duramente i suoi lavori accusandolo di aver commesso errori, falsi e plagi. Nonostante ciò, i “Discorsi” e i “Commentari” conobbero nel corso del tempo un successo pazzesco, divenendo veri e propri best seller medici, tradotti anche in francese, tedesco e boemo (Pier Andrea Mattioli in: Treccani).

È interessante ricordare la figura di Giorgio Liberale, nato a Udine da una famiglia di intagliatori e trasferitosi a Gorizia. Qui ebbe modo di conoscere Mattioli e di illustrare la prima edizione dei “Commentari” (1554) con circa 600 raffigurazioni di piante e animali.
Mattioli lo ricorderà come quel «Giorgio Liberale da Udine, gentilissimo dipintore il quale con arte et patientia inestimabili ha disegnato il tutto dalle vive piante e dai vivi animali» (Coronini Cronberg, 88:1974).

Lasciamo il coraggioso lettore giunto fin qui con questo breve testo di Mattioli in cui descrive una pianta medicinale che cresceva e cresce in questi luoghi – la Serpentina – utile contro i morsi dei serpenti: «Cose grandi ho veduto io delle radici di quella herba, che chiamano a Goritia (per essere ella nè i morsi de’serpenti valorosissima) Serpentina [...], perciocche bevuta alla quantità d’un cucchiaro, sana in breve spatio i morsi da qual si voglia velenoso serpe. Nè solamente vale ella contra ‘l morso de’serpenti mortiferi ma parimente contra ogni veleno preso per bocca»  (Mattioli, 445:1548).
Ora non resta che armarsi di bastone contro i serpenti e dell’opera di Mattioli e ripercorrere i suoi lunghi pellegrinaggi alla ricerca delle piante di cui ha descritto le proprietà medicinali!

 

Bibliografia e sitografia

Coronini Cronberg Guglielmo, Giorgio Liberale e il Mattioli in Gorizia, edito dal Comune di Gorizia, 1974;

Fausti Daniela, Il Mattioli e le fonti antiche, Estratto atti del Convegno, Quattroemme, 1992
file:///C:/Users/Utente/Downloads/Il_Mattioli_e_le_fonti_antiche%20(1).pdf;

Gallarotti Antonella, Personaggi goriziani del Millennio, Edizioni della Laguna, 2002;

I discorsi di M.Pietro Andrea Matthioli… nelli sei libri di pedacio discordide, L’illustrazione botanica – volumi illustrati della Biblioteca dell’Orto Botanico dell’Università di Padova
mostre.cab.unipd.it/illustrazione-botanica/it/34/i-discorsi-di-m-pietro-andrea-matthioli-nelli-sei-libri-di-pedacio-discoride;

Mattioli Pietro Andrea, Il Dioscoride dell'eccellente dottor medico M. P. Andrea Matthioli da Siena, Vincenzo Valgrisi, 1548;

Museo Petrarchesco Piccolomineo, Pietro Andrea Mattioli e le ‘spezie’ nella Venezia Giulia del ‘500
https://shorturl.at/lmGJU;

Pier Andrea Mattioli, Treccani
https://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-andrea-mattioli_(Dizionario-Biografico).

 

L’Associazione Examina ringrazia calorosamente la Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, in particolare la dottoressa Barbara Cimbaro ed il direttore, dottor Luca Caburlotto, per aver permesso – in tempi strettissimi – la consultazione e la riproduzione di volumi antichi, proprietà della Biblioteca.